Incontro con il P.M. Di Matteo

 

L’evento è stato davvero indimenticabile per tutti coloro che gremivano l’auditorium di contrada Turrisi. Dirigente scolastico, studenti, docenti, genitori, forze dell’ordine, personale della scuola, tutti uniti in un caloroso e simbolico abbraccio al P. M. Di Matteo. Tutti insieme per fargli sentire il nostro affetto, la nostra stima, il nostro incoraggiamento ad andare avanti con “la schiena dritta” da magistrato solerte, difensore della Legalità e della Giustizia, mai asservito al potere quale Nino Di Matteo è sempre stato.. Gli striscioni preparati dagli studenti “Noi siamo con Nino Di Matteo” -“No alla trattativa Stato-mafia, SI a Giustizia, Verità e Trasparenza” hanno accolto insieme a un lungo e caloroso applauso Nino Di Matteo, Luigi Lombardo,responsabile del Siap, gli uomini della scorta. Gli interventi sono stati interessanti ed emozionanti, tante le domande rivolte dai ragazzi, importante l’invito del P.M. a vincere l’indifferenza con cui spesso noi Siciliani permettiamo alla Mafia di continuare ad esistere, ad essere cittadini partecipi di un cambiamento che potrà avverarsi con l’impegno di ognuno di noi ,che non può essere delegato solamente alle istituzioni. “E’ stato un incontro molto bello e utile. Ho un grande entusiasmo. Ne è valsa veramente la pena, più per me che per voi”.E’ con questa frase che Di Matteo è andato via insieme agli uomini del Sialp, della Catturandi, delle Forze dell’ordine che hanno svolto il loro lavoro, assicurare la sicurezza di Di Matteo e di noi tutti, in maniera encomiabile e molto discreta. Oggi è stata davvero una bella giornata per la nostra scuola……..Un grazie di cuore alla Preside che ha voluto fortemente questo incontro e a tutti i componenti della Commissione Legalità che si sono prodigati perché tutto riuscisse nel migliore dei modi

Partinico 24 gennaio 2014Prof.ssa Dina Provenzano (Referente Progetto Legalità)

Aria di vita al Liceo Savarino

L’aria è frizzante questa mattina.

Una pioggia indolente cade su una giornata che per una volta ha perso i ritmi della quotidianità.

È una pioggia lenta, cadenzata: goccia dopo goccia sembra cancellare lo sporco e l’aridità portati dai venti del sud che, implacabili, soffiano senza tregua nella nostra valle.

L’aria è frizzante questa mattina. È strano arrivare a scuola a piedi. Tutti!

Sembra che lo spazio si sia dilatato, che lo sguardo, ora terso, respiri spaziando in lungo e in largo. Ma è strano non vedere altre macchine se non ornate di lampeggianti blu…

L’aria è frizzante questa mattina. C’è eccitazione fra i corridoi, nell’androne una punta di nervosismo, forse tracce malcelate di paura, esorcizzate da risolini e battute forzate.

L’aria è frizzante, ma non piove più: è spuntato un raggio di sole, una lama che ferisce gli occhi con la sua luce. In alcuni di noi però c’è una gioia strana, sembra quasi allegria… poi ad un tratto arrivano i musicisti; ma non è previsto alcun concerto e non hanno l’abito da sera… salgono rapidi le scale, si appostano sul tetto, in biblioteca, controllano ogni movimento: sembra il set di un poliziesco, lo stupore ha il sapore della fiction ma non c’è più spazio per i “SEMBRA”. Siamo a scuola. E il tempo è quello della realtà. Un oggi speciale che vede un magistrato in lotta contro la mafia e le sue connivenze provocare, suo malgrado, con la propria “normalità” le nuove generazioni che non smettono più di applaudire alla ricerca di nuovi eroi da santificare.

L’eroe è Nino Di Matteo, che chiede che non si parli di lui, che non vuole oro e incenso, consapevole di compiere solo il suo dovere, un servizio alla comunità. Il pm vuole incontrare i ragazzi, accogliere le loro domande, le loro provocazioni o critiche, vuole che l’incontro diventi trasmissione di valori, di responsabilità, di consapevolezza. Afferma che unitamente all’informazione libera, alla cultura e al confronto sono le armi per sconfiggere quella realtà mostruosa che fino a qualche anno fa era tabù chiamare per nome: la mafia dei Riina, dei Provenzano ma anche la mafia che si annida nel nostro interagire quotidiano.

Il silenzio della sala è religioso, i volti dei ragazzi estatici… e la strada indicata dal  giudice non è poi diversa da quello che con difficoltà e pochi mezzi prova a svolgere la scuola.

A volte stanca e poco credibile a volte testarda e determinata, come lo è stata oggi, la scuola vuole e deve condurre per mano i giovani, potenziali e appetibili “sudditi” di una subcultura fatta di prepotenza e arroganza, alla scelta a favore di una cittadinanza libera e di qualità. Una cittadinanza che affondi le radici nel netto rifiuto dell’indifferenza che è vigliaccheria e nel contempo nutrimento dell’essenza mafiosa. Una cittadinanza che ripudi la mentalità della ricerca del favore, della raccomandazione, dell’opportunità a discapito del bene comune, del voto di favore o di scambio…

Una cittadinanza che ricordi che la legge è dovere e non opportunismo e che lo Stato non può essere vendicativo ma giusto nel rispetto e nell’applicazione della costituzione.

L’aria è frizzante questa mattina, perché anche se non si è aggiunto nulla di nuovo a ciò che la scuola si sforza di vivere ogni giorno, le parole sono cariche di un’energia nuova, vibrano di speranza, solide di fede. Fede che è fedeltà alla dignità dell’uomo. Fiducia che il domani è già iniziato proprio a partire dalle stragi di Capaci e via D’Amelio nella coscienza di molti e oggi a partire dai “perché” fecondi di attesa che incalzanti si sono levati dall’auditorium del Liceo Savarino. Fede che è assunzione di consapevolezza e responsabilità nell’accogliere la provocazione che ciascuno può essere protagonista del cambiamento della propria terra a partire da sé, dalle scelte della propria vita.

L’aria è frizzante questa mattina a scuola. Ha il sapore della vita.

Silvana Appresti
 
Submit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to Twitter
Questo sito utilizza cookies