8 marzo al Liceo al Liceo Savarino: Cronaca di una bella giornata

mimosaE’ stata una bella giornata, una di quelle che lasciano qualcosa nella memoria, che possono anche cambiarti dentro… Ha aperto i lavori il prof Vito Costa, che ha egregiamente sostituito il Dirigente scolastico porgendo il suo saluto e il suo rammarico di non potere essere presente alla manifestazione da lei tanto sostenuta. Richiamandosi al suo lavoro di docente di storia, il prof. Costa ha tracciato i vari momenti dello sviluppo della questione femminile, a partire dall’Età dei Lumi, cioè dal 1700, e quindi dalla Rivoluzione Francese, al movimento delle suffragette in Inghilterra, al lento, ma inarrestabile avanzare delle donne, alla conquista del diritto di voto, all’attuale escalation verso i lavori che erano ritenuti di esclusiva pertinenza maschile.
La   prof.ssa Dina Provenzano, referente del Progetto Legalità ha presentato il tema della manifestazione “Donne: Storie di violenza e di riscatto”, facendo presente che non si è scelto di parlare solamente degli infiniti esempi di violenza che caratterizzano il cammino delle donne nella storia, ma di affrontare i vari momenti di conquista di ruoli che prima erano di esclusivo monopolio maschile, di riscatto e d’impegno sociale per il cambiamento delle “disfunzioni” della società. Ha poi introdotto le relatrici : Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo, ucciso dalla mafia nel 1992,attualmente europarlamentare e da sempre impegnata in iniziative di educazione alla legalità e di lotta per la parità dei diritti ; Graziella Proto, catanese, giornalista, fondatrice e direttrice della rivista “Casablanca”, da sempre in prima fila nello studio, nella descrizione, nella denuncia del ruolo delle donne all’interno della società mafiosa; Nadia Furnari, fondatrice e già presidente dell’Associazione Rita Atria, personaggio di prima fila nel mondo dell’antimafia siciliana antagonista e Daniela Dioguardi, storica esponente di punta del movimento femminista palermitano e dirigente dell’Unione Donne Italiane. La prof. Brigati si è soffermata sulla carnevalesca coreografia e sulle rappresentazioni spesso deviate e vacue, che hanno fatto della “giornata della donna” una discutibile “ festa” ed ha sottolineato che obiettivo primario dell’emancipazione femminile non è soltanto il conseguimento della parità di genere ma soprattutto il rispetto della differenze e il mantenimento delle proprie specificità ed identità. La prof. Liuzzo, componente anche lei della Commissione Legalità ha trattato il tema del femminicidio in tutti i suoi drammatici aspetti ed ha evidenziato l’impostazione maschilista di tutta la cultura occidentale, attraverso alcuni suoi significativi esponenti, dal mondo della Chiesa a quello della cultura e della politica. Rita Borsellino ha fatto riferimento alla legislazione europea , ancora carente, sulla valorizzazione del ruolo e dei diritti femminili e alla sua esperienza nelle scuole, per difendere e tenere alta la memoria del fratello, oltre che denunciare i sotterranei passaggi della trattativa stato-mafia, che portarono alla morte di Paolo. Graziella Proto ha invece passato in rassegna alcuni episodi di cronaca, di cui si è occupata nel suo ruolo di giornalista, in particolare di violenza sulle donne cercandone il movente nella debolezza dell’uomo che si sente rifiutato e non si rassegna a rinunciare al suo “diritto di proprietà” rispetto alla persona che gli è stata compagna. Nel suo intervento Daniela Dioguardi ha sostenuto che le donne hanno, da tempo, fatto una riflessione su se stesse, sulla loro funzione, sulle loro capacità, facendo un passo avanti,, analizzando la contraddizione uomo-maschio, ed evidenziandone, qualche volta esasperandone la conflittualità, mentre gli uomini non hanno ancora compiuto questo momento di riflessione su se stessi e sulle loro debolezze. Nadia Furnari, infine, ha parlato dei diritti umani, che ancora oggi sono poco rispettati nei confronti di categorie sociali “diverse”, gli omosessuali, le lesbiche, i transessuali. Tutti gli interventi hanno affrontato il tema del cosiddetto “femminicidio” e della brutale violenza, fisica , psicologica e sociale sulle donne: in tal senso è stato proiettato un video su Lea Garofalo, la testimone di giustizia barbaramente uccisa dal marito, per decisione della ndrangheta calabrese. Gli interventi sono stati inframmezzati da recite di brani letterari, di passaggi teatrali, di poesie, di proverbi ed altre letture sul tema della donna in tutte le sue sfaccettature, ad opera di alunni che hanno preparato i loro lavori con la collaborazione dei loro docenti . Particolare attenzione e interessanti commenti ha destato la visione del documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo che affronta i vari aspetti della mercificazione e della strumentalizzazione del corpo delle donne attraverso la proiezione che ne fanno i mass media, prima fra tutte la televisione. Gli interventi di chirurgia estetica ai quali ricorrono sempre più frequentemente attrici, cantanti e conduttrici televisive, costituiscono momenti di negazione del proprio essere, di non accettazione di se stessi, sia in rapporto al proprio corpo, sia in rapporto ai segni del tempo.   Alle ospiti intervenute è stato offerto un simpatico omaggio floreale, ma anche questo con molta classe, fuori dalla ritualità delle tradizionali mimose, ed una dispensa con dvd allegato, di un lavoro prodotto da alcuni studenti dal titolo “La dignità delle donne. ..siciliane”.

Prof.ssa Dina Provenzano

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